TYRN SEA v. 1.6 BetaPrecondizioni bloom & mucillagini · coste calabresi

Confronto delle coste calabresi

Confronto di temperatura, vento e batimetria tra le coste della Calabria.

Ultimo aggiornamento: 29/08/2026

Premessa

Questa relazione estende l'analisi precedente sulla temperatura superficiale del mare (SST) della costa tirrenica calabrese, applicandola in modalità comparativa a quattro fasce costiere che coprono l'intero perimetro della Calabria: Tirreno, Estremo Sud (Scilla-Reggio Calabria-Bovalino, comprendente lo Stretto di Messina), Ionio Sud (Capo Spartivento-Crotone) e Ionio Nord (Crotone-Roseto Capo Spulico). La domanda di partenza è di tipo divulgativo ma ha implicazioni concrete per il settore turistico-balneare:

Perché lo Ionio calabrese - storicamente percepito come 'meno problematico' del Tirreno per fenomeni come mucillagini, schiume marroni e fioriture algali - sembra reggere meglio? È perché il mare è effettivamente meno caldo? Perché c'è più vento? Perché ci sono altri fattori strutturali in gioco?

L'analisi che segue si basa sugli stessi dati pubblici Copernicus già usati nella relazione principale (SST 1982-2025), arricchiti da:

  • Estensione del dominio di studio dal solo Tirreno alla totalità della costa calabrese, definendo quattro box geografici comparabili (Tirreno, Estremo Sud, Ionio Sud, Ionio Nord).
  • Aggiunta di una variabile cruciale per le mucillagini: il vento sulla superficie del mare (Copernicus Marine wind 2007-2025).
  • Verifica indipendente del dato vento tramite Global Wind Atlas (GWA), il riferimento mondiale per la climatologia eolica, prodotto da DTU Wind Energy e Banca Mondiale.

Anticipiamo subito la conclusione, perché smentisce l'ipotesi più intuitiva: lo Ionio calabrese non è significativamente più freddo del Tirreno, in alcune metriche è anzi più caldo. La differenza nelle mucillagini è quindi spiegata solo in parte dal vento (Ionio Sud effettivamente più ventoso), e principalmente da fattori strutturali che il satellite non può misurare direttamente: batimetria, correnti, configurazione della costa.

Glossario integrativo

Si rimanda alla relazione principale per il glossario completo di SST, MHW, EPS, TEP, CMEMS, ecc. Qui si elencano solo i termini specifici introdotti dalla comparazione tra coste.

Termine / Acronimo Significato
GWA - Global Wind Atlas Atlante climatico mondiale del vento, prodotto da DTU Wind Energy (Università tecnica di Danimarca) in partnership con la Banca Mondiale. Distribuisce gratuitamente mappe ad alta risoluzione (~250 m) della velocità media annua del vento a varie quote (10, 50, 100, 150, 200 m), basate su downscaling fisico (WAsP/WRF) della reanalisi ERA5. Pensato originariamente per il dimensionamento dei parchi eolici, è ottimo per validare dati a maglia più larga.
Vento U10 / V10 Componenti orizzontali del vento misurate a 10 metri sopra la superficie marina. U10 = componente est-ovest (positiva verso est), V10 = componente nord-sud (positiva verso nord). Il modulo è √(U10² + V10²) e rappresenta la velocità totale. 10 m è lo standard meteomarino internazionale per i venti di superficie.
Stratificazione termica Configurazione del mare in cui uno strato superficiale caldo galleggia su uno strato profondo freddo, senza rimescolarsi. Tipica dell'estate. Il vento è il principale fattore che la rompe: vento debole = stratificazione stabile = condizioni potenzialmente favorevoli alle mucillagini.
Batimetria Profondità del fondale marino. Coste con piattaforma continentale ampia (es. Golfo di Sant'Eufemia) hanno fondali bassi per chilometri offshore; coste con fondali rapidi (gran parte dello Ionio calabrese) hanno >500 m di profondità a pochi km dalla riva. La batimetria condiziona il rimescolamento dinamico.
Corrente Ionica e Tirrenica L'Atlantic Ionian Stream (AIS) è una corrente cyclonic che entra dal Canale di Sicilia e percorre il bordo nord dello Ionio, generalmente dinamica. Il Tirreno presenta invece eddies anticiclonici semi-stazionari nei golfi, tipicamente meno mobili.
Finestra di calma Indicatore derivato: numero di periodi consecutivi (es. ≥10 giorni) in cui il vento medio giornaliero resta sotto una soglia (es. 5 m/s). Più finestre = più condizioni di stratificazione favorevoli alle mucillagini.
WRF / WAsP Modelli atmosferici di micro-scala usati per il downscaling (riduzione spaziale) del vento da maglia grossolana (~30 km della reanalisi ERA5) a maglia fine (~250 m). WRF = Weather Research and Forecasting, WAsP = Wind Atlas Analysis and Application Program di DTU.
ASCAT / HSCAT Scatterometri spaziali a microonde a bordo dei satelliti MetOp (ESA/EUMETSAT) e HY-2 (Cina). Misurano la rugosità della superficie marina causata dal vento e ne deducono velocità e direzione. Sono la principale fonte di osservazione diretta del vento marino.

1. Estensione metodologica

1.1 I quattro tratti di costa

L'analisi è stata replicata su quattro box geografici comparabili che coprono interamente la costa calabrese. Inizialmente lo studio era stato impostato su tre zone (Tirreno, Ionio Sud, Ionio Nord) escludendo lo Stretto di Messina per la sua dinamica particolare; in una seconda fase è stato aggiunto un quarto box (Estremo Sud) che copre proprio Scilla → Reggio Calabria → Bovalino, permettendo così di valutare anche l'effetto delle forti correnti dello Stretto sulla SST e sul vento. La tabella che segue elenca tutti e quattro:

Costa Latitudine (°N) Longitudine (°E) Estremi geografici Estensione Note
Tirreno 38.25 - 39.95 15.60 - 16.30 Praia a Mare -> Scilla ~189 x 60 km Costa già analizzata nella relazione principale; include il Golfo di Sant'Eufemia
Estremo Sud 37.85 - 38.25 15.55 - 16.30 Scilla -> Reggio C. -> Bovalino ~44 x 65 km Stretto di Messina, Capo dell'Armi, Capo Spartivento. Zona di forti correnti, batimetria intermedia
Ionio Sud 37.95 - 39.05 16.30 - 17.20 Capo Spartivento -> Crotone ~122 x 78 km Locride, Costa dei Saraceni, Soverato, Catanzaro Marina
Ionio Nord 39.05 - 39.95 16.55 - 17.20 Crotone -> Roseto C.S. ~100 x 50 km Crotonese, Cirò Marina, Sibaritide

1.2 Variabile aggiunta: il vento marino

Per testare il ruolo del vento nel discriminare le condizioni favorevoli alla formazione di mucillagini, è stato scaricato il dataset:

cmems_obs-wind_glo_phy_my_l4_0.125deg_PT1H

Si tratta del prodotto Copernicus Marine 'Global Ocean Hourly Reprocessed Sea Surface Wind and Stress', con queste caratteristiche:

Caratteristica Valore
Copertura geografica Globale (qui ritagliato sui 4 box calabresi)
Periodo coperto 11 gennaio 2007 - 31 dicembre 2025 (19 anni)
Risoluzione spaziale 0.125° (~13 km)
Risoluzione temporale 1 valore ogni ora (~166.000 punti per box)
Variabili usate eastward_wind (U10), northward_wind (V10) → modulo √(U²+V²)
Elaborazione Aggregazione a media giornaliera per ridurre il volume di dato
Origine Combinazione di osservazioni scatterometro (ASCAT, HSCAT) + reanalisi ECMWF
Riferimento Vento a 10 m sopra la superficie marina (standard meteomarino)

Il vento copre solo 19 anni (2007-2025), contro i 44 della SST. Questo limita le analisi di trend di lungo periodo del solo vento, ma è ampiamente sufficiente per il confronto tra regioni nello stesso periodo recente.

1.3 Verifica indipendente con Global Wind Atlas

Per essere certi che il pattern di vento osservato non sia un artefatto del dataset Copernicus, si è effettuata una verifica con un'altra fonte completamente indipendente: il Global Wind Atlas (GWA), prodotto da DTU Wind Energy in collaborazione con la Banca Mondiale. Il GWA fornisce climatologie ad alta risoluzione spaziale (250 m) basate su downscaling micro-scala (modelli WAsP/WRF) della reanalisi ERA5.

Il file GeoTIFF dell'Italia a quota 10 m (47 MB) è stato scaricato via API GWA. Per ciascuno dei 4 box è stata calcolata la media spaziale dei pixel ed è stata confrontata con la media corrispondente del dato Copernicus (stesso periodo, stessa quota di riferimento di 10 m).

Costa GWA (climatologia, 10 m, 250 m) Copernicus media annua Copernicus media estiva (mag-set) Δ |GWA - Cop|
Tirreno 2.61 m/s 2.83 m/s 2.26 m/s 0.22 m/s
Ionio Sud 4.52 m/s 4.19 m/s 3.50 m/s 0.33 m/s
Ionio Nord 3.39 m/s 3.30 m/s 2.74 m/s 0.09 m/s

I valori coincidono entro 0.2-0.3 m/s, una differenza pienamente nell'ordine dell'incertezza tra prodotti diversi a quota 10 m. Il pattern relativo (Ionio Sud > Ionio Nord ≈ Estremo Sud > Tirreno) è confermato. Questo significa che i numeri Copernicus che useremo nel resto della relazione non sono un artefatto: il regime di vento delle quattro coste è effettivamente diverso e documentato indipendentemente.

Nota: il GWA include anche pixel di terraferma (costa, montagne immediatamente retrostanti come Pollino, Sila e Aspromonte) che contribuiscono al rialzo del valore rispetto al solo dato di mare aperto del Copernicus. Inoltre la climatologia GWA copre tutto l'anno (compresi i venti invernali, mediamente più forti), mentre la media estiva Copernicus si limita a maggio-settembre. Le differenze residue tra i due dataset sono quindi spiegabili e non sostanziali.

2. I quattro tratti di costa: visione d'insieme

La Figura 1 mostra le quattro zone di analisi sovrapposte alla mappa dell'anomalia media SST 2015-2024 (rispetto alla climatologia 1991-2020). La rappresentazione è uniforme: stessa scala cromatica per tutte e quattro le coste, stesso periodo di confronto.

Figura 1 — Anomalia media SST 2015-2024 vs climatologia 1991-2020 per le quattro coste calabresi: Tirreno (riquadro blu), Estremo Sud (rosa-magenta, in basso), Ionio Sud (verde), Ionio Nord (arancio). Il colore rosso indica acque più calde della media storica. Le tonalità sono visivamente molto simili tra le quattro fasce: il riscaldamento è regionale, non locale.

Cosa si nota già a colpo d'occhio

  • Tutte e quattro le coste hanno anomalia positiva (rosso) - nessuna zona di Calabria è in regresso termico.
  • L'intensità di colore è omogenea tra Tirreno, Estremo Sud, Ionio Sud e Ionio Nord. Le differenze ci sono ma sono nell'ordine di 0.2-0.3 °C, dello stesso ordine dell'incertezza strumentale.
  • Lo Ionio Nord (Crotonese-Sibaritide) appare leggermente più scuro: ha effettivamente l'anomalia più alta delle quattro.
  • L'Estremo Sud (Stretto di Messina) appare leggermente più chiaro, coerentemente con la SST estiva più fresca documentata nei capitoli successivi.
  • Il Golfo di Sant'Eufemia (Tirreno centro) e il tratto Locri-Soverato (Ionio Sud) sono visivamente simili come intensità.

3. Temperatura: i quattro mari si scaldano in modo simile

Il primo dato che la comparazione restituisce è netto: i quattro mari calabresi subiscono un riscaldamento di intensità praticamente identica. Le piccole differenze (0.5-0.9 °C in valori assoluti) sono incapaci da sole di spiegare differenze ecologiche significative.

Figura 2 — Confronto trend SST estivo per le quattro coste calabresi, 1982-2025. Pannello superiore: serie annuali della SST media estiva (giu-ago) per ciascuna costa, con relativa retta di regressione. Pannello inferiore: anomalia estiva annua di ciascuna costa rispetto alla climatologia 1991-2020. Le quattro serie sono visibilmente allineate.

Numeri chiave

Indicatore Tirreno Estremo Sud Ionio Sud Ionio Nord
Trend SST media estiva (°C/decade) +0.52 +0.54 +0.54 +0.58
SST media estiva 2024 (°C) 27.31 26.41 26.73 26.91
Anomalia estiva 2024 (°C) +1.94 +1.88 +1.98 +2.24
Anomalia massima giornaliera serie (°C) +4.24 (2023) +3.95 (2022) +4.07 (2022) +4.39 (2024)
Variazione SST estiva 1982 vs 2024 (°C) +2.30 +2.30 +2.40 +2.60

Quattro osservazioni controintuitive:

  • Lo Ionio Nord ha il trend più ripido (+0.58 °C/decade) e l'anomalia 2024 più alta (+2.24 °C), superiore al Tirreno (+1.94 °C).
  • L'Estremo Sud (Stretto di Messina e immediato Ionio) è la costa più fresca in assoluto: SST estiva 2024 di 26.41 °C, anomalia +1.88 °C. La presenza delle forti correnti dello Stretto produce un effetto di raffreddamento dinamico misurabile.
  • In valore assoluto la SST estiva del Tirreno è la più alta (27.31 °C), ma la differenza con le altre coste è di soli ~0.5-0.9 °C, comunque modesta a fini biologici.
  • L'idea diffusa che 'lo Ionio è più freddo, perciò soffre meno' non è supportata dai dati. Il riscaldamento è omogeneo su tutta la regione; le differenze nelle manifestazioni costiere vanno spiegate con altri fattori.

3.1 MHW: anche lo Ionio è investito dalle ondate di calore marine

Le Marine Heat Waves sono il principale meccanismo di traduzione del riscaldamento in stress ecosistemico (vedi relazione principale per la definizione completa). La Figura 3 mostra la frequenza annuale di MHW per le quattro coste.

Figura 3 — Giorni di Marine Heat Wave per anno e per costa, 1982-2025. Tutte e quattro le coste mostrano la stessa esplosione di frequenza negli ultimi 5 anni; lo Ionio Nord è quella più colpita nel 2024.

Risultati per il 2024 (anno record):

Costa Giorni MHW 2024
Tirreno 265
Estremo Sud 246
Ionio Sud 220
Ionio Nord 285

Anche qui il dato più sorprendente è che lo Ionio Nord (285 giorni) supera il Tirreno (265 giorni): tre quarti dell'anno 2024 sono stati in stato di MHW per il Crotonese e la Sibaritide. L'idea che lo Ionio sia 'più protetto' dalle ondate di calore è priva di fondamento.

Lo Ionio Sud (Locri, Soverato, Catanzaro Marina) è effettivamente meno colpito (220 giorni MHW), ma comunque ben oltre la soglia di stress per gli ecosistemi sensibili.

L'Estremo Sud (Stretto, Reggio, Capo dell'Armi, Capo Spartivento, Bovalino) registra 246 giorni MHW, in posizione intermedia: meno del Tirreno ma più dello Ionio Sud. La presenza dello Stretto di Messina con le sue correnti vivaci offre una protezione termica significativa, ma non totale.

4. Vento: la differenza chiave tra Tirreno e Ionio

Se la temperatura non basta a spiegare le differenze, è qui che entra in gioco il secondo fattore della formazione delle mucillagini: il vento. Mare calmo prolungato = stratificazione termica che non si rompe = condizioni favorevoli alla mucillagine; mare ventoso = rimescolamento verticale = mucillagini ostacolate.

Figura 4 — Regime di vento estivo (mag-set) per le quattro coste, 2007-2025. Pannello superiore: vento medio estivo annuo. Pannello inferiore: numero di 'finestre di calma' (≥10 giorni consecutivi con vento <5 m/s) per anno. Lo Ionio Sud è strutturalmente più ventoso del Tirreno, ma ha anche più finestre di bonaccia (regime bipolare). L'Estremo Sud è in posizione intermedia per effetto della canalizzazione dello Stretto di Messina.

Cosa cambia tra le quattro coste

Indicatore Tirreno Estremo Sud Ionio Sud Ionio Nord
Vento medio estivo (mag-set), media 2007-2025 (m/s) 2.26 (più calmo) 2.64 3.50 (+55%) 2.74
Finestre di calma >=10 gg / anno (media 2007-2025) 2.4 3.4 5.3 (più frequenti) 3.2
Vento medio estate 2024 (m/s) 2.22 2.61 3.31 2.57
Finestre di calma 2024 (numero) 2 3 4 2

Lo Ionio Sud è il più ventoso in assoluto (vento medio estivo 3.50 m/s contro i 2.26 m/s del Tirreno: +55%). Questo è coerente con il regime atmosferico tipico della costa ionica calabrese, esposta ai venti di Greco-Levante che attraversano lo Stretto di Otranto e ai Sciroccali che soffiano lungo l'asse Sud-Nord dello Ionio.

Tuttavia il dato sulle 'finestre di calma' è meno scontato: lo Ionio Sud, pur più ventoso in media, ha più periodi prolungati di bonaccia (5.3 all'anno contro 2.4 del Tirreno). Significa che lì il regime è più 'bipolare' (alterna venti forti a calme prolungate), mentre il Tirreno ha un vento debole costante. Ai fini delle mucillagini, le finestre prolungate di calma sono però più importanti del vento medio: una fase calma di 15 giorni con SST >25 °C è esattamente il setup perfetto.

L'Estremo Sud (Stretto-Reggino-Bovalino) ha un regime di vento intermedio (2.64 m/s medio, 3.4 finestre di calma all'anno): meno calmo del Tirreno (probabilmente per il forte effetto di canalizzazione dello Stretto di Messina), ma meno ventoso dello Ionio Sud aperto. Le correnti dello Stretto sono comunque un fattore di rimescolamento molto efficace, indipendente dal vento di superficie.

Lo Ionio Nord ha invece un regime intermedio: vento un po' più forte del Tirreno (2.74 vs 2.26 m/s) e finestre di calma intermedie. È compatibile con un'esposizione minore ai venti dominanti, schermata in parte dal promontorio di Capo Colonna e dalla Sila.

4.1 Verifica visuale: la mappa Global Wind Atlas

Per dare un'idea geografica del regime di vento sulla Calabria, la Figura 5 mostra la climatologia GWA a 10 m, con risoluzione 250 m. Sono visibili i corridoi di vento (canalizzazioni tra rilievi), le zone protette dai promontori, e il netto contrasto Tirreno/Ionio.

Figura 5 — Vento medio climatologico a 10 m sulla Calabria, fonte Global Wind Atlas (DTU + Banca Mondiale), risoluzione 250 m. I quattro riquadri indicano le aree analizzate. Si nota il colore più chiaro (vento debole) sul Tirreno calabro e nel Golfo di Sant'Eufemia, e il colore più scuro (vento più forte) sullo Ionio Sud, soprattutto offshore.

Lettura della mappa

  • Il Tirreno, in particolare il Golfo di Sant'Eufemia, mostra colori chiari (2-3 m/s): conferma di un regime debole e protetto.
  • Lo Ionio Sud al largo di Locri-Soverato presenta tonalità più scure (4-5 m/s offshore): vento di Greco-Levante non ostacolato.
  • Lo Ionio Nord (Crotonese, Sibaritide) ha tonalità intermedie, simili al Tirreno ma con maggiore variabilità verso il largo.
  • Si nota come l'entroterra montuoso (Pollino, Sila, Aspromonte) abbia valori nettamente più alti, dovuti ai picchi montani: il GWA in queste zone è meno significativo per le condizioni costiere ma utile come riferimento orografico.

5. Indice multifattoriale: termico + meccanico

Combinando i due fattori misurabili (termico e meccanico) è stato costruito un indice composito di precondizioni precursorie delle mucillagini per ciascuna delle quattro coste, normalizzato 0-100 e disponibile per il periodo di sovrapposizione dei due dataset (2007-2025).

Composizione dell'indice (pesi 50% termico + 50% meccanico):

  • 20% SST media maggio (rank percentile sull'intera serie)
  • 15% Precocità del primo giorno SST ≥22 °C (più precoce = peggio)
  • 15% Numero giorni nella finestra critica 24-28 °C
  • 25% Numero finestre di calma estive ≥10 giorni
  • 25% Vento medio estivo (più basso = peggio)

Figura 6 — Indice multifattoriale di precondizioni precursorie mucillagini per le quattro coste calabresi, 2007-2025. Pannello 1: solo componente termica. Pannello 2: solo componente meccanica (vento). Pannello 3: indice complessivo (termica + meccanica con pesi 50/50).

Cosa emerge dall'indice

  • La componente termica è praticamente sovrapponibile tra le quattro coste. Conferma che, dal solo punto di vista del calore, lo Ionio è esposto quanto il Tirreno (e l'Estremo Sud solo marginalmente meno).
  • La componente meccanica differenzia chiaramente Ionio Sud (valori bassi: vento alto = meno favorevole) dal Tirreno (valori alti: vento basso = più favorevole), con Ionio Nord ed Estremo Sud in posizioni intermedie.
  • Nell'indice complessivo, il Tirreno emerge come la costa con condizioni termiche+meccaniche più favorevoli alla formazione di mucillagini, lo Ionio Sud come quella meno favorevole. Lo Ionio Nord è in posizione intermedia ma più vicino al Tirreno.

Importante caveat: questo indice misura solo i precursori meteo-marini. Non include i nutrienti (apporti fluviali, scarichi), la batimetria, le correnti, la morfologia della costa - tutti fattori cruciali per spiegare perché un evento si verifica davvero o no. Vedi capitolo 6.

6. Le cause delle differenze: oltre temperatura e vento

La comparazione di SST e vento spiega in parte le differenze ma lascia aperto un grosso margine, soprattutto per lo Ionio Nord (caldo come il Tirreno, vento solo leggermente superiore, eppure mucillagini meno frequenti). Questo capitolo discute le ipotesi più solide presenti in letteratura per le cause non termiche né meccaniche.

6.1 Batimetria: la verifica quantitativa

Forse il fattore più rilevante - e ora possiamo dimostrarlo con dati. È stata scaricata la batimetria del Mediterraneo dal prodotto Copernicus Marine 'MEDSEA_MULTIYEAR_PHY_006_004' (variabile statica deptho, risoluzione ~4.2 km), e calcolati indicatori specifici per ciascun box.

Figura 7 — Batimetria della Calabria con i 4 box di analisi. Colori da azzurro chiaro (acque poco profonde) a blu scuro (>3000 m). La linea rossa continua è l'isobata -100 m (limite convenzionale della piattaforma continentale); la linea rossa tratteggiata è l'isobata -500 m. Si vede a colpo d'occhio il contrasto tra il Tirreno (piattaforma estesa, soprattutto nel Golfo di Sant'Eufemia) e lo Ionio Sud (caduta rapida a meno di 5 km dalla costa).

I numeri smentiscono in parte (e confermano in parte) l'ipotesi qualitativa

Indicatore batimetrico Tirreno Estremo Sud Ionio Sud Ionio Nord
Profondità media del box (m) 493.8 697.7 1093.6 441.3
Profondità mediana (m) 491.8 666.4 1189.5 412.7
Profondità massima (m) 1.185 1.530 1.823 1.017
% area con prof. <= 50 m 3.4% 3.7% 1.8% 6.1%
% area con prof. <= 100 m (piattaforma) 9.2% 6.1% 5.4% 14.1%
% area con prof. <= 200 m (margine) 19.8% 19.5% 8.4% 23.3%
% area con prof. <= 500 m 50.9% 39.0% 19.6% 59.5%

Figura 8 — Confronto batimetrico tra le quattro coste. Sinistra: profondità media e mediana per box. Destra: percentuale di area di ciascun box con profondità inferiore a 50, 100, 200, 500 m. Il Tirreno e lo Ionio Nord hanno strutture comparabili (piattaforme ampie); lo Ionio Sud è strutturalmente molto più profondo; l'Estremo Sud è in posizione intermedia.

Le quattro coste hanno strutture batimetriche molto diverse

Il risultato più sorprendente di questa analisi è che la batimetria calabrese non è omogenea: quattro coste, quattro profili diversi:

  • Lo Ionio Sud (Locri-Soverato-Catanzaro Marina) ha profondità media 1.094 m: oltre il doppio del Tirreno (494 m). Solo il 19.6% dell'area ha profondità <=500 m, contro il 50.9% del Tirreno. È strutturalmente il più 'mare aperto' delle quattro coste, con caduta rapida del fondale e rimescolamento dinamico facilitato.
  • L'Estremo Sud (Stretto-Reggino-Bovalino) ha profondità media 698 m, intermedia tra Tirreno e Ionio Sud. La piattaforma continentale <100 m è ridotta (6.1%), inferiore al Tirreno (9.2%) e Ionio Nord (14.1%). Le forti correnti dello Stretto di Messina aggiungono un effetto dinamico potente, indipendente dalla profondità.
  • Lo Ionio Nord (Crotone-Cirò-Sibaritide) è invece strutturalmente simile al Tirreno: profondità media 441 m (anzi leggermente inferiore al Tirreno), 14.1% di area con piattaforma <=100 m (contro il 9.2% del Tirreno). È favorito dal promontorio di Capo Colonna e dalla piana alluvionale di Sibari. È quindi normale che mostri valori di MHW e anomalie termiche simili o anche superiori al Tirreno.
  • Il Tirreno ha la peculiarità del Golfo di Sant'Eufemia (largo ~25 km, fondali bassi) che crea un'area di stratificazione particolarmente stabile.

Quindi l'ipotesi 'batimetria spiega le differenze' va riformulata: spiega in modo netto perché lo Ionio Sud è meno colpito (caduta rapida = rimescolamento) ed è coerente con la freschezza dell'Estremo Sud (correnti dello Stretto + caduta batimetrica significativa). Ma NON spiega perché lo Ionio Nord sembri soffrire meno del Tirreno in segnalazioni mucillaginose - anzi, da un punto di vista strutturale è simile o più favorevole alla formazione delle stesse. Probabilmente lì entrano in gioco fattori sociali (meno turismo concentrato, meno segnalazioni) o specifici nutrienti/correnti.

6.2 Correnti dominanti

Il Tirreno e lo Ionio hanno regimi di circolazione diversi:

  • Tirreno meridionale: circolazione anticiclonica con eddies semi-stazionari, soprattutto nei golfi (Sant'Eufemia, Squillace). Bassa velocità media, ricambio acque lento.
  • Ionio settentrionale: l'Atlantic Ionian Stream (AIS) entra dal Canale di Sicilia e percorre il bordo nord. Velocità medie più alte, ricambio più veloce.
  • Ionio centrale e meridionale: dominato dal Mid-Ionian Jet e dalla circolazione associata alla Pelops Anticyclone (Grecia). Dinamica più vivace rispetto al Tirreno calabro.

Più ricambio = meno tempo per le cellule di fitoplancton di entrare in stress prolungato e accumulare esopolisaccaridi. È una possibile spiegazione complementare alla batimetria.

6.3 Configurazione della costa

La forma stessa della costa influenza le precondizioni per le mucillagini:

  • Golfi semi-chiusi (es. Golfo di Sant'Eufemia, Golfo di Squillace): favoriscono il ristagno delle acque superficiali. Anche con vento moderato esterno, all'interno del golfo le condizioni di calma sono più frequenti e prolungate.
  • Costa rettilinea o promontori (gran parte dello Ionio sud-centrale): scarsa capacità di trattenere acque ferme, il vento da mare aperto raggiunge la costa senza ostacoli.
  • Capi e baie ridotte (Capo Spartivento, Capo dell'Armi, Punta Stilo): creano zone di disturbo turbolento utili al rimescolamento.

Il Tirreno calabrese ha 2 grandi golfi semi-chiusi (Sant'Eufemia, Squillace) - configurazione che amplifica il rischio rispetto alla costa più aperta dello Ionio.

6.4 Apporti fluviali e nutrienti

Le mucillagini hanno bisogno anche di nutrienti (azoto, fosforo) in fase pre-estiva. Il bilancio di apporto fluviale tra Tirreno e Ionio calabrese è interessante:

Costa Caratteristiche degli apporti fluviali
Tirreno calabrese Fiumi corti, regime torrentizio (Lao, Savuto, Angitola, Mesima). Apporti concentrati nelle piene primaverili, poi riduzione drastica in estate. Volume totale moderato. Carico antropico distribuito (depuratori costieri di Belvedere, Cetraro, Paola, Lamezia, Falerna).
Estremo Sud Pochi fiumi rilevanti per portata; predominano torrenti urbani che attraversano Reggio Calabria (Annunziata, Calopinace, Sant'Agata). Apporti idrici modesti come massa ma con carico antropico concentrato (~180.000 abitanti).
Ionio Sud Fiumi piccoli (Stilaro, Petrace, Allaro). Apporti contenuti. Carico antropico modesto, comuni costieri di dimensione ridotta.
Ionio Nord Fiumi importanti: Crati (158 km, secondo della Calabria), Neto (84 km), Tacina, Trionto. Apporti consistenti soprattutto in primavera; piene autunnali significative. Presenza della piana di Sibari con agricoltura intensiva (azoto da fertilizzanti).

Da questa lettura, lo Ionio Nord avrebbe paradossalmente il carico di nutrienti più alto delle quattro coste (Crati + Neto + agricoltura della Sibaritide). Eppure non è la zona più segnalata per mucillagini. Significa che - in assenza delle altre due condizioni (calma prolungata + stratificazione stabile) - anche un'abbondanza di nutrienti non porta all'evento.

Conferma indiretta del concetto già ricordato nella relazione principale: la mucillagine richiede la coincidenza temporale di tre fattori, non la presenza di uno solo. Anche il Tirreno, che ha più condizioni meccaniche favorevoli, ha carico nutritivo concentrato (Sant'Eufemia/Lamezia, area densamente abitata). La combinazione fa l'evento.

6.5 Sintesi delle ipotesi e ranking aggiornato dopo i dati batimetrici

Alla luce dell'analisi quantitativa dei dati batimetrici, il ranking dei fattori che spiegano le differenze tra coste è il seguente:

Importanza Fattore Sintesi
1° - solido Batimetria (Ionio Sud vs altre) Lo Ionio Sud ha profondità media 1.094 m (oltre il doppio del Tirreno) e meno della metà della piattaforma continentale. Spiega in modo robusto perché Locri-Soverato-Catanzaro Marina è strutturalmente meno favorevole alla stratificazione persistente e quindi alle mucillagini.
1° - solido Correnti dello Stretto (Estremo Sud) L'Estremo Sud è la costa con SST estiva più bassa (26.41 °C, vs 27.31 del Tirreno). L'effetto di rimescolamento delle correnti dello Stretto di Messina, abbinato a una batimetria intermedia (697 m), produce un raffreddamento dinamico misurabile.
2° - solido Regime di vento (Tirreno vs Ionio Sud) Il Tirreno ha vento debole costante (2.26 m/s estiva), lo Ionio Sud è il 55% più ventoso (3.50 m/s). Conferma indipendente da Global Wind Atlas. Spiega la differenza Locri-Soverato vs Tirreno congiuntamente alla batimetria.
3° - ipotetico Configurazione della costa Il Tirreno ha 2 grandi golfi semi-chiusi (Sant'Eufemia, Squillace); lo Ionio ha costa più aperta con promontori (Capo Colonna, Capo Spartivento). Influenza il ristagno locale ma non è stata quantificata direttamente.
4° - puzzling Ionio Nord vs Tirreno Lo Ionio Nord ha batimetria (441 m media) e SST (26.91 °C 2024) simili o anche più 'favorevoli' del Tirreno (494 m, 27.31 °C), eppure le segnalazioni mucillaginose sembrano minori. Possibili spiegazioni: correnti più dinamiche (Atlantic Ionian Stream), minor segnalazione per minor pressione turistica, specifiche locali dei nutrienti (apporti Crati/Neto). Da indagare con osservazioni puntuali ARPA.
Temperatura del mare in valore assoluto Differenza tra le quattro coste < 0.9 °C in valore assoluto. Non discrimina significativamente tra zone, ma è il driver del trend complessivo: ovunque la situazione peggiora con l'andare degli anni.
Apporti nutritivi Lo Ionio Nord ha gli apporti maggiori (Crati, Neto, Sibaritide) ma non è la costa più colpita: conferma che senza la coincidenza di calma + stratificazione, l'abbondanza di nutrienti da sola non basta.

7. Conclusioni e implicazioni operative

7.1 Cosa ci dice il confronto

  • Le quattro coste calabresi (Tirreno, Estremo Sud, Ionio Sud, Ionio Nord) sono soggette a un riscaldamento marino di intensità praticamente identica in termini di trend. La differenza media è < 0.9 °C - modesta.
  • Tutte e quattro le coste hanno visto un'esplosione delle Marine Heat Waves negli ultimi 5 anni; lo Ionio Nord ha addirittura più giorni MHW del Tirreno nel 2024 (285 vs 265).
  • L'Estremo Sud (Stretto-Reggino-Bovalino) è la costa più fresca in SST estiva (26.41 °C 2024) e ha 246 giorni MHW, intermedi. Le forti correnti dello Stretto di Messina, combinate con la batimetria intermedia (697 m), garantiscono un raffreddamento dinamico significativo, anche se non sufficiente a evitare le MHW.
  • Il vento è effettivamente diverso: Ionio Sud +55% rispetto al Tirreno; questo spiega in parte (ma non tutto) la minor frequenza di eventi mucillaginosi sulla costa Locri-Soverato.
  • La batimetria è decisiva per spiegare il caso dello Ionio Sud: profondità media 1.094 m (oltre il doppio del Tirreno), solo il 19.6% dell'area ha piattaforma <=500 m (vs 50.9% del Tirreno). La caduta rapida del fondale favorisce il rimescolamento dinamico.
  • Sorpresa: lo Ionio Nord è strutturalmente simile al Tirreno per batimetria, anomalia SST e MHW. Il fatto che le segnalazioni mucillaginose siano minori non si spiega quindi con i parametri fisici - resta da capire se la differenza percepita rifletta condizioni reali (correnti, salinità, nutrienti) o solo minore segnalazione (meno operatori turistici, meno social).

7.2 Implicazioni per la comunicazione e la gestione del territorio

Tre messaggi che emergono con forza dai dati:

  1. Lo Ionio non è 'al sicuro'. La narrativa che lo Ionio sia immune dal fenomeno è errata: le condizioni termiche sono identiche al Tirreno, e il fenomeno potrebbe manifestarsi (con minor frequenza, ma comunque manifestarsi) se le condizioni meccaniche cambiassero anche solo leggermente. Nel 2024 il Crotonese ha avuto 285 giorni di MHW.
  2. Le differenze tra coste sono strutturali, non semplici. Spiegare le differenze richiede di parlare di forma della costa, batimetria e correnti, non solo di temperatura. Riduzioni semplicistiche ("il Tirreno è caldo, lo Ionio è freddo") sono fuorvianti.
  3. Il monitoraggio operativo deve essere differenziato. Per il Tirreno l'indice precursorio basato su SST + finestre di calma ha senso operativo diretto. Per lo Ionio - dove il regime di vento è più ventoso e dinamico - andrebbero introdotti indicatori complementari (es. anomalie di corrente, salinità superficiale) per cogliere meglio i casi di rischio.

7.3 Limiti dell'analisi

  • Il vento Copernicus copre solo 19 anni (2007-2025), contro i 44 della SST. I trend di lungo periodo del solo vento sono meno robusti.
  • Non sono stati analizzati direttamente i dati di nutrienti (clorofilla, azoto, fosforo). Questa analisi richiederebbe i prodotti biogeochimici Copernicus (BGC) ed è fuori dal perimetro attuale, ma sarebbe il passo successivo più sensato per chiudere il cerchio dei tre fattori scatenanti delle mucillagini (termico, meccanico, nutritivo).
  • La batimetria è stata analizzata in modo statico (profondità media e fasce di piattaforma) ma non come driver dinamico (rimescolamento verticale, profondità del termoclino). Una verifica rigorosa di questi aspetti richiederebbe l'analisi dei profili verticali del modello di circolazione MEDSEA_MULTIYEAR_PHY (Med-MFC).
  • Le correnti sono trattate solo qualitativamente, basandosi su letteratura. Quantificarle richiederebbe le velocità superficiali del modello Med-MFC, non difficili da scaricare ma da elaborare in modo ad hoc.
  • Il fenomeno mucillaginoso non è stato direttamente quantificato (mancano dati osservativi temporali sistematici per la Calabria). Le considerazioni sono sull'esposizione potenziale, non sull'occorrenza effettiva di eventi.

7.4 Possibili sviluppi futuri

  • Estensione spaziale: includere costa siciliana (Tirreno e Ionio) e campana per validare il pattern Tirreno-Ionio in altre regioni.
  • Aggiunta variabile salinità: dato Copernicus disponibile, può aiutare a discriminare zone di apporto fluviale forte.
  • Integrazione con osservazioni dirette: in collaborazione con ARPA Calabria e operatori locali, raccolta sistematica di segnalazioni mucillagini geo-localizzate per validare la mappa di rischio.
  • Sviluppo dell'app online di monitoraggio: per il Tirreno il sistema di alert basato su SST + vento ha applicabilità immediata; per lo Ionio richiederà calibrazione specifica.

— Fine relazione di confronto —

Documento di studio personale — rielaborazione di dati pubblici Copernicus Marine Service, Min. Salute (Portale Acque) ed European Environment Agency. Il presente studio ha valore puramente informativo.